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Firma digitale

La legge italiana definisce la firma elettronica come “un insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica”: è quindi la forma più debole di firma in ambito informatico, in quanto non prevede meccanismi di autenticazione del firmatario o di integrità del dato firmato.
Una firma elettronica qualificata è definita invece come una “firma elettronica ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati, che sia basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma”: è quindi una forma di firma sicura, che esaudisce le richieste della Direttiva Europea 1999/93/CE, alle quali sono stati aggiunti i requisiti dell’utilizzo di un certificato qualificato e di un dispositivo sicuro di firma.
In ultimo, ma più importante di tutte, almeno nell’ordinamento italiano, c’è la firma digitale definita sempre nel CAD “un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata (crittografia asimmetrica), correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici”: la norma introduce quindi l’uso di algoritmi di crittografia a chiave pubblica.
Nell’ordinamento italiano, la firma digitale è un sistema di sottoscrizione di documenti informatici, che garantisce autenticità e integrità del documento e non ripudio della sottoscrizione effettuata dal titolare del certificato qualificato. La firma digitale può essere apposta a un documento digitale sia tramite dispositivo locale smart cartd o token usb con autenticazione mediante PIN, sia utilizzando un certificato remoto avvalendosi dell’autenticazione OTP (One Time Password).
Un certificato per la firma elettronica può essere rilasciata da Certification Authority senza formalità; è previsto invece un processo obbligatorio di accreditamento da parte di una autorità pubblica preposta per l’Italia è il DigitPA, per qualificare una Certification Authority a emettere certificati qualificati.
 
iShareDoc supporta la firma digitale remota e locale (smart card e token usb) e la firma elettronica avanzata emessa dalla Certification Authority iShareDoc nei formati PAdES (pdf) e CAdES (p7m). I documenti possono essere firmati singolarmente o massivamente durante l’esecuzione di un iter di workflow oppure direttamente all’interno del documentale iShareDoc. In qualunque momento è possibile consultare lo stato della firma, il dettaglio dei firmatari e delle Certification Authority che hanno rilasciato il certificato senza l’ausilio di strumenti esterni.
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